24 LUGLIO 2008
Si informano i soci del CIP, i simpatizzanti e i lettori delle “Comunicazioni dell’Entità A” che Corrado Piancastelli sarà presente al XXII Convegno Internazionale 2008 organizzato dal Movimento della Speranza e dalle Edizioni Hermes (Mediterranee) che si terrà a Cattolica dal 18 al 21 settembre p.v., presso il Teatro della Regina in Piazza della Repubblica.
Piancastelli parlerà venerdì 19 settembre alle ore 16,50 sul tema: “60 anni con l’Entità “A” per capire il senso della vita”.
8 FEBBRAIO 2008
Comunichiamo che il sito é stato aggiornato con 26 nuovi articoli.
Buona lettura.
24 LUGLIO 2008
Si informano i soci del CIP, i simpatizzanti e i lettori delle “Comunicazioni dell’Entità A” che Corrado Piancastelli sarà presente al XXII Convegno Internazionale 2008 organizzato dal Movimento della Speranza e dalle Edizioni Hermes (Mediterranee) che si terrà a Cattolica dal 18 al 21 settembre p.v., presso il Teatro della Regina in Piazza della Repubblica.
Piancastelli parlerà venerdì 19 settembre alle ore 16,50 sul tema: “60 anni con l’Entità “A” per capire il senso della vita”.
8 FEBBRAIO 2008
Comunichiamo che il sito é stato aggiornato con 26 nuovi articoli.
Buona lettura.
|
|
|
LO SCARABEO SIMBOLO DEL CIP
di Lia Muccio
Molti lettori ci chiedono cosa vuol dire il simbolo dello scarabeo che compare sulla copertina delle C.D.A. (Comunicazioni di “A”).
Rispondiamo con piacere che anzitutto il CIP adotta il simbolo che appartiene alla Fondazione ISUP (Istituto di Socio-psicologia Umanistica e Psicoterapia — Dipartimento Stati Interiori e Stati Modificati di Coscienza di cui è presidente lo stesso Piancastelli. E ciò perché il CIP è stato posto sotto l’egida culturale di tale Fondazione per incentivare e ulteriormente qualificare la ricerca. L’ISUP, infatti, è un Ente giuridicamente riconosciuto con Decreto e considerato di pubblica utilità dalla Regione Campania.
Ciò premesso, lo scarabeo fu una scelta del tutto istintiva di Piancastelli che solo dopo averlo adottato perché considerato simbolo generale della vita, si accorse che lo scarabeo aveva più valenze. Si tratta, infatti. di un animale che fu sacro nel pensiero egizio essendo un simbolo di rinascita: in particolare lo “scarabeo stercorario” che è un animale che nutre le larve con le proprie feci, vale a dire contiene la capacità di trasformare lo sterco in nutrimento vitale. Lo scarabeo in questo senso, contiene la capacità di trasformare la ‘morte’ in ‘vita’ e gli antichi vi leggevano la presenza della forza di rinnovamento dell’universo.
Si tratta di un simbolo eccellentissimo, ormai diffuso in tutto il mondo anche come amuleto ed é facile, specie nei paesi orientali, trovare una vasta oggettistica a forma di scarabeo: spilloni, collane, anelli, medaglie.
Il CIP e l’ISUP adottano lo scarabeo, quindi, come simbolo di vita e di trasformazione, una scelta che esclude la morte che il Maestro Andrea non considera neppure nella sua dottrina. La morte, secondo il nostro Maestro, è una semplice modalità prevista per il ritorno nella casa del Padre.
E’ noto che Io scarabeo rappresentò un simbolo eccellente anche per Carl Jung dopo il famoso avvenimento paranormale che si verificò nel suo studio e che il celebre psicologo interpretò come principio sincronico.
Scrive Jung nel libro “La sincronicità”: “Una giovane paziente: fece un sogno, in un momento decisivo della cura. Nel sogno essa riceveva in dono uno scarabeo d’oro. Mentre mi raccontava questo sogno, io stavo seduto voltando le spalle alla finestra chiusa. D’un tratto udii alle mie spalle un rumore, come se qualcosa bussasse piano alla finestra. Mi voltai e vidi un insetto alato che, dall’esterno, urtava contro la finestra. Aprii la finestra e presa al volo l’insetto. Era l’analogia più prossima a uno scarabeo d’oro che si poteva trovare alle nostre latitudini, ossia uno “scarabeide”, una ‘Centaurea aurata”, il comune coleottero delle rose, che evidentemente proprio in quei momento si era sentito spinto a penetrare, contrariamente alle sue abitudini, in una camera buia. Devo aggiungere che un caso del genere non mi era mai successo prima né mi successe in seguito; anche quel sogno della paziente è rimasto un fatto unico nella mia esperienza”.
La paziente di Jung dopo quell’episodio da cui anch’ella fu scossa profondamente, entrò nella fase della guarigione: cioè dice lo stesso Jung, nella fase del rinnovamento e del mutamento, allo stesso modo del significato da attribuirsi allo scarabeo.
Senza ulteriormente entrare nei merito di quell’avvenimento per noi paranormale e per Jung “sincronico”, giova aggiungere che per sincronicità si intende la compresenza di due o più eventi dello stesso senso. Cioè, cosi come scrisse Gustav Meirynk, se “ due o più eventi si presentano nello stesso istante e sono simili, essi sono la stessa cosa per simultaneità”. Più genericamente si tende a considerare ‘sincronici” avvenimenti fra loro simili e contemporanei. come fare la stessa cosa con un altra persona allo stesso momento, effettuare operazioni consimili con persone che nulla sanno di ciò che state facendo, ecc.
In senso stretto, secondo Jung, si dovrebbe supporre che una persona ripeta una scena gia accaduta ad altri, qualsiasi tempo prima: cioè si verificano le stesse condizioni di “energia” che consentono o spingono una persona a comportarsi esattamente come si sono comportate o si stanno comportando altre persone anche lontane nel tempo. Sempre secondo questa ricostruzione, a volte troppo fantasiosa, lo scarabeo e il sogno della paziente di Jung sarebbero stati spinti ad incontrarsi da una medesima energia e perciò lo scarabeo avrebbe cercato di sfondare la finestra….
Tuttavia i fautori della sincronicità spesso adottano questa ipotesi laddove, invece, si tratta di casi paranormali più conclamati che implicano fenomeni diversi quali, fondamentalmente, la chiaroveggenza e la telepatia: fenomeni, questi, che spesso spiegano molto meglio ciò che si vorrebbe forzosamente attribuire alla “sincronicità”. In un certo senso il termine “sincronicità” spesso è un termine ombrello adottato per non ammettere esplicitamente il fenomeno paranormale in atto.
|
|